Bello, abbronzato e pure ... irlandese! :)
"Già alla vigilia delle elezioni, si sapeva che il neo Presidente degli Usa, Barack Obama, avesse radici irlandesi provenienti da un piccolo villaggio nella contea di Offaly. E un gruppo irlandese ha composto una canzone che si è insediata già in vetta nella hit-parade britannica. La canzone dal titolo, 'There's no one as Irish as Barack Obama' ha già fatto il giro del mondo ed è disponibile su Youtube. La band 'Hardy Drew and the Nancy Boys' afferma nella canzone che il presidente afroamericano (le cui origini irlandesi risalirebbero al diciottesimo secolo) è "irlandese come il vecchio JFK", o come i cognomi "O'Leary, O'Riley, O'Hare e O'Hara".
fonte : www.irlandaonline.comvenerdì 14 novembre 2008
O'BAMA ?
Bello, abbronzato e pure ... irlandese! :)
"Già alla vigilia delle elezioni, si sapeva che il neo Presidente degli Usa, Barack Obama, avesse radici irlandesi provenienti da un piccolo villaggio nella contea di Offaly. E un gruppo irlandese ha composto una canzone che si è insediata già in vetta nella hit-parade britannica. La canzone dal titolo, 'There's no one as Irish as Barack Obama' ha già fatto il giro del mondo ed è disponibile su Youtube. La band 'Hardy Drew and the Nancy Boys' afferma nella canzone che il presidente afroamericano (le cui origini irlandesi risalirebbero al diciottesimo secolo) è "irlandese come il vecchio JFK", o come i cognomi "O'Leary, O'Riley, O'Hare e O'Hara".
fonte : www.irlandaonline.comgiovedì 6 novembre 2008
YES, YOU MUST
E così ce l'hai fatta, Barack. Bene. Questo è già un buon punto di PARTENZA. Ovviamente i significati della tua elezione, primo presidente nero degli Stati Uniti, ha molti risvolti e significati, diretti e indiretti, tanto evidenti da non stare qui a dilungarmi. Bene, bravo.
Ma ora rimboccati le maniche e mettiti al lavoro, perchè le speranze (fin troppo e fin da troppi sbandierate) non rimangano tali per l'ennesima volta. Dacci subito dei FATTI, oltre le belle e giuste parole che hai speso in campagna elettorale, perchè il mondo non può più vivere di false speranze, non è più il tempo. Certe cose lasciale ancora a dei provincialotti come noi italiani. lunedì 3 novembre 2008
SUVVIA, UN PO’ DI OTTIMISMO!
Lo Stivale, il nostro “BEL” Paese affonda ormai sempre più nell’ipocrisia, nel bigottismo, nel populismo, nella corruzione, nella falsità e nella menzogna consapevoli, nel malcostume, nel disservizio, nell’opportunismo, nel vince chi urla più forte, chi te lo mette in culo prima e meglio, chi è più furbo a scapito di tutto e tutti, nella “cultura” dell’apparire, nelle suonerie dei cellulari, nell’ecatombe delle morti bianche, nella TV spazzatura e nella spazzatura vera e propria, nello scippo del TFR, nel razzismo becero e galoppante che finalmente può venire allo scoperto con la compiacenza e il benestare di chi tira le fila, nelle basi militari e le centrali nucleari, nelle finte raccolte benefiche, nel calcio plurimilionario, nella truffa legalizzata, nell’incessante perdita di memoria storica e conseguente revisione, nella precarietà di lavoro e di valori, in una classe politica e dirigente penosa e al totale servizio di quella dirigenziale economica (anzi, direi che oggi più che mai praticamente coincidono), in un ministro del consiglio che è anche l’uomo più ricco del paese stesso, e per giunta votato anche dagli operai, un paese nel quale l’unico che prova a fare una parvenza di vera opposizione a un governo fascista è un ex poliziotto, nel “sono aperto al dialogo … ma poi si fa quello che dico io”, nelle “riforme” a colpi di decreto, nel “mors tua vita mea”, in ex veline e geishe mediatiche ora ministri delle pari opportunità (certo credo molto gratificante per una donna), nella tolleranza zero su droghe e alcol rovinando la vita a chi viene trattato alla stregua di un tossicodipendente o alcolizzato, salvo poi constatare che in Parlamento ci sono pippaioli che la cocaina se la fanno portare a domicilio … ma se rimango sempre sobrio e lucido allora rifletto, e se rifletto mi incazzo di brutto..come ne esco?
Ma sì, le solite esagerazioni, il solito sovversismo spicciolo, un po’ di sano ottimismo eccheccazzo!